Hai mai pensato all’Eros come una fiaccola?
Perché si, l’Eros è anche questo: una fiaccola, una stella danzante che brilla sull’abisso, una torcia accesa nella notte più buia che “nello strappo delle stelle, sfolgora come un corpo accecante” e un cuore palpitante.
Saperlo, forse, potrebbe ispirarci a realizzare quanto l’Eros possa essere una forza incredibilmente complice e alleata, ancor di più quando navighiamo nell’oscurità o scegliamo coscientemente di visitare, in senso sciamanico, quello che è rimasto al buio o è stato chiamato a celarsi sotto un oscuro mantello.
Ma essendo l’Eros un principio d’amore, ha un modo tutto suo di far luce e di farti luce e quindi anche laddove va ad illuminare ciò che è abissale, non lo fa armandosi nei confronti di quell’abisso ma anzi avvolgendolo e abbracciandolo, sostituendo le carezze alle corazze.
Perché l’Eros fa sempre luce con l’intento di com~prendere e integrare ciò che scorre nel tuo sangue psichico.
Lo fa con l’intento di prestare ascolto alla tua storia notturna, alla storia del tuo buio, perché è questo che permette di scoprire cosa custodisce in sé, cosa c’è finito dentro, forse per sbaglio e suo malgrado e quali sono le parti di te, rimaste per troppo tempo al gelo e nell’ombra del freddo, che hanno bisogno proprio di quella fiaccola, per essere riscaldate, riaccese, incontrate occhi dentro gli occhi.
Per essere riaccolte e riportate a casa, con tutta l’attenzione, il riguardo, la premura e l’amore possibile.
E tu hai mai pensato all’Eros come una fiaccola?
E ad una fiaccola che sa essere tanto una guida sapiente quando cala il buio, tanto una Musa che alimenta quel Sacro Fuoco che in te non dovrebbe mai rischiare di spegnersi?
©️Chandani Alesiani ~ il Tempio della Sibilla
Note virgolettate di Elena Schwarz
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