Quando metti al centro l’invisibile sai già che potrà suscitare paura e soggezione.
Che ci sarà chi ne subirà irrimediabilmente il fascino e chi si armerà al suo cospetto, sollevando muri e resistenze.
Perché il più delle volte o lo percepiamo come lontano e inaccessibile o come qualcosa che no, non può esistere perché scivola via dagli occhi e sfugge a quello che possiamo conoscere e governare.
Ma l’invisibile esiste eccome e sa spingersi molto più oltre e a fondo di cosa si lascia vedere.
La sua lingua può non essere parlata ma continuerà a custodire le matrici di tutte le parole che danno forma alla materia.
Solo richiede un altro tipo di ascolto, insieme ad un doppio sguardo, per vedere attraverso il visibile, oltre il velo e l’apparenza e ricomporre, così, la forza dei nostri sensi più originari.
Perché per rivolgersi all’invisibile, è importante imparare a chiudere gli occhi e a saper restare con gli occhi chiusi.
Per allenare una vista che È IN TUTTO IL CORPO e che risveglia un dialogo più consapevole con la tua corporeità, incoraggiandoti a riconoscere, nel sentire, una mappa sovrana e tra le più affidabili.
E incoraggiandoti a sperimentare una resa che allarga i territori dell’intuizione e i confini della percezione, per rispondere ad una sete di Mistero che ti invita a spalancare la pelle.
Un mistero che per rivelarti il suo Mondo deve prima pervaderti e fare un giro nel tuo!
E che “per indagare le possibilità che si annidano nelle terre liminali” deve prima spostarti oltre, fuori dalle credenze a cui rischi di arroccarti, fuori dai limiti in cui rischi di confinarti.
E tu come percepisci l’invisibile?
E in un momento come questo che lo propizia, corri al riparo o lo assecondi? 
©️Chandani Alesiani ~ Il Tempio della Sibilla
Photo by @lorenzadapra
Art Credit. Unknown from Pinterest
Note virgolettate: Bianca Sorrentino

