É così intimo il legame tra ritualità e corporeità.
Un legame che ha permesso al corpo di tirare giù il cielo in terra. Di aprire, nel rito, le maglie della sacralità e di fondersi ad essa, in modo profondo e tangibile, oltre ogni velo tra il qui e l’altrove.
Sono davvero molte le fonti e i riferimenti a culture arcaiche dove il corpo è ricettacolo del sacro e teatro rituale nel quale può esprimersi.
Dove la danza diviene strumento per incorporare il Mito.
E la mimesi, attraverso la maschera e il movimento, con Archetipi, Divinità e figure zoomorfe (per metà umane e per metà animali), si fa portale per compenetrare, assorbire e in-canalare le forze, naturali e sovrannaturali, di cui sono Iniziatrici e Custodi.
Una riprova importante di come la pratica dell’Embodiment (Incorporazione) possa sfumare se non addirittura dissolvere i confini e tramutarsi in un territorio fertile che ricongiunge carne e spirito, rendendo possibile uno scambio, sentito e vivido, tra l’umano e il Cosmo, tra l’umano e il Divino.
Ma rendendo anche possibile un “FARE ANIMA” che ti lascia, addosso, una traccia così poderosa e indelebile da rimescolare le carte nella consapevolezza che hai di te, di quello che ti abita dentro e nel senso da attribuire alla vita stessa.
La saggezza del nostro Corpo è tale da “fiutare” dove e come il suo legame con il rito può essere ripristinato.
Perché la memoria che li vive come inscindibili, è innata.
La stessa memoria che, dopo una scrollata di polvere, sa alimentare una vera Archeologia dell’Anima, oltre che un’Antropologia dello Spirito che ri~trascrive, sulla pelle, codici antichi.
Codici e simboli che cambiano “la rappresentazione psichica e fisica del tempo e dello spazio” ( L.Percovich), insieme alla tua presenza e conoscenza del Mondo.
E al modo in cui esisti in quanto Mondo!
Che ne dici, allora, di riprendere in mano quel filo? 🪡

©️Chandani Alesiani~ il Tempio della Sibilla
Photos from Pinterest

