Il Rito del Tarantismo (I Parte)

Il Rito del Tarantismo o Tarantismo è un rito popolare, originario del Sud Italia, per il quale chi era stato “morso” dal ragno della Taranta ( prevalentemente le donne) veniva incitato/a ad una danza selvaggia e frenetica, sotto la guida sapiente di un ritmo ossessivo, di una musica incalzante, persuasiva e concitata, volta a propiziare una profonda catarsi e guarigione.
L’intento era, quindi, quello di esorcizzare lo “spirito” della Taranta.
Di sfinire ed esaurire il suo potere imbrigliante e far defluire il suo veleno, danzando e diventando il ragno stesso dal quale si aveva ricevuto il morso e incorporando gli effetti da esso suscitati e scatenati.

Il veleno, però, spesso era più che altro simbolico.
E, allo stesso modo, anche il “morso” si faceva metafora di qualcosa che, da dentro, chiamava a gran voce e non poteva più essere domato, di una forza psichica che risaliva lungo la pelle per trovare la sua espressione, di una pulsione che riemergeva dalle segrete dell’anima, per essere assecondata, com-presa e integrata.

“Ed eccoti lì, immersa in un vortice caldo, a danzare il veleno che ti scorre in corpo, fino ad estrarre, dal veleno, l’antidoto. A danzare al centro del Caos che ti porti dentro, fino a romperti in Estasi. A danzare l’animale che ti morde l’Anima, fino a ricucire gli strappi che ti separano da Te!” Chandani Alesiani

Nello scoprire il Tarantismo, sia come fenomeno che come dimensione rituale, si comprende subito cosa abbia determinato la sua nascita e quanto abbia rappresentato una vera ancóra di salvezza, per svincolarsi da un sistema di forte repressione e povertà, destinato a generare inquietudine e mal-essere.
MA è altrettanto importante ricordare quanto questo rituale possieda anche il potere di preservare e mantenere viva l’anima dell’antica Trance Estatica e Mania Divina, dei Culti Iniziatici Dionisiaci, motivo per il quale si può riconoscere, nella Tarantolata, una vera Menade, una Baccante.
E questo è confermato non solo dagli elementi che compongono questo rituale, da ciò che viene agito e in-scenato potentemente attraverso questa danza animosa e animalica ma è confermato da cosa scaturisce da esso e dal suo intento che è proprio quello di aprire le maglie, di scuotere, agitare, liberare.
Di integrare ciò che si annida nel profondo e nell’inconscio e di farlo incorporandolo, fino a ripristinare l’equilibrio, a risanare la “frattura”.
Fino a spalancare le Porte all’Estasi e propiziare un “volo magico” che sa trasportarti verso nuovi livelli di coscienza.

È cosi che accade la CATARSI!
Una catarsi che non sarebbe possibile senza integrazione.
Un’ INTEGR-AZIONE che, in quanto tale e per essere tale, non può escludere il corpo ma, anzi, lo coinvolge, perché lo riconosce come uno strumento psicomagico e un vero Teatro Rituale, attraverso il quale richiamare e ricomporre pezzi infranti e smarriti del Sè.
Attraverso il quale ritessere il cordone ombelicale con la propria Natura ed Essenza Originaria, per restituire all’Anima la possibilità di tornare ad esprimersi in modo intero e completo e soprattutto in unità, tanto con il Corpo quanto con lo Spirito.

Il Tarantismo, quindi, è e resta un prezioso ricettacolo.
Perché non si limita ad offrire uno spaccato su un momento storico e il suo sistema di “cura” e riscatto.
Ma perché rappresenta una chiave per decodificare azioni e simboli, nelle loro declinazioni più ancestrali, negli elementi legati alla Magia e Stregoneria Popolare e negli aspetti che più sanno custodire e conservare l’eredità degli Antichi Culti, ridonando al Corpo il suo ruolo nel Rito e nel Sacro.

©️Chandani Alesiani ~ Il Tempio della Sibilla
Breve estratto dal Percorso in partenza: “IL BACIO DELLA DONNA RAGNO” 🕸️🕷️ 

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