Viverti, osando!

Se ripenso alla me bambina, tiro un sospiro di sollievo perché sento che è diventata una cosa soltanto con la donna che sono oggi.
Mentirei se ti dicessi che è sempre stato così e, anzi, ricordo bene quei momenti dove continuavo a chiedermi dove fosse finita quella parte coraggiosa, selvaggia, spontanea, che amava sporcarsi di terra e verità e che sapeva sollevare la testa con ancor maggior fierezza di fronte ad una risata di scherno o un giudizio gratuito.
Ricordo bene quei momenti dove neanche mi guardavo allo specchio e mi richiudevo dentro mille muri, dove quei “sei troppo” arrivavano come dei pugni allo stomaco, dove mi sono sentita così terribilmente sbagliata da pensare che essere diversa fosse la chiave risolutiva di tutti i miei problemi, che zittirmi fosse la scelta più conveniente e rinunciare la scelta più intelligente.

C’è voluto del tempo perché realizzassi che non ne valeva la pena.
Che una vita così non mi bastava e non mi apparteneva.
Perché lì io non c’ero.
Non c’era posto per quella spinta alla libertà che rilancia parole ed espressioni.
Per un desiderio che rifiutasse l’obbedienza a freni e punteggiature.
Per un’autenticità da rinnovare costantemente, che ti spinge a fondo dentro il tuo potere.
Per una creatività che ti rende avventuriera e gitana e apre nuovi sentieri. Non c’era posto per un piacere che ti resta accanto mentre ami e ti ami.
Per un sogno ad occhi aperti che guarda i tuoi segreti e si ribella al loro silenzio.
Per un godimento che è una forma di saggezza che accumula intensità.
Per quella ventata di ebbrezza che incontra i tuoi risvolti, ti scorre a livello profondo, esplora tutte le forme e le direzioni possibili e ti fa nuda, straripante di passione, d’essenza, di te.

C’è voluto del tempo ma, ad oggi, so che niente può ripagare la bellezza di cui è capace ogni cosa e ogni persona che scelga di restare maledettamente libera e vera.
Ed è per quella bellezza che continuo a vivere e vivermi, osando.
È per quella bellezza che continuo ad invitarti a fare lo stesso.

© Chandani Alesiani ~ Il Tempio della Sibilla
Photo by @giui.it

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